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Secondo Board, l’83% dei dirigenti dichiara che i consigli di amministrazione hanno agito sulla base di previsioni già superate

Il 2026 Planning Intelligence Report di Board rivela una crescente pressione decisionale: solo il 27% dei business leader è in grado di ripianificare in tempo reale

BOSTON, 16 settembre 2026Board, l’Enterprise Planning Platform, ha pubblicato oggi The 2026 Planning Intelligence Report, basato su un sondaggio condotto su 300 CFO, CIO e COO di aziende con ricavi annui pari ad almeno 100 milioni di dollari. L’83% degli intervistati afferma che il proprio consiglio di amministrazione ha preso una decisione strategica basata su una previsione che sapeva già essere obsoleta, mentre il 40% segnala conseguenze significative sul business derivanti da tale decisione.

L’85% degli intervistati dichiara di aver avvertito, nell’ultimo anno, una pressione crescente a prendere decisioni più rapide, ma solo il 27% è oggi in grado di ripianificare in tempo reale. Inoltre, tre quarti dei rispondenti affermano che circa la metà, o più, delle proprie decisioni di pianificazione si basa su dati vecchi di oltre 30 giorni.

“Le previsioni diventano obsolete quando i dati su cui si basano evolvono più rapidamente dei cicli di pianificazione”, ha dichiarato Gordon Pothier, CFO di Board. “I responsabili Finance ne vedono chiaramente le conseguenze, ma per affrontare il problema è necessario che le informazioni operative e di mercato aggiornate entrino nel piano prima che questo arrivi al consiglio di amministrazione. I consiglieri devono poter contare su una visione del business basata sulle condizioni reali del momento in cui le decisioni vengono prese.”

Il divario tra la velocità con cui vengono prese le decisioni e quella con cui le aziende riescono a pianificare si inserisce in uno scenario economico incerto. Il 51% dei dirigenti ritiene che l’economia sia già in recessione o prevede che lo sarà entro i prossimi 12 mesi, aumentando così l’importanza della capacità delle aziende di adeguare rapidamente prezzi, assunzioni, scorte e investimenti al mutare delle condizioni.

Le aziende guardano all’AI come a uno strumento per colmare questo divario, anche se il ritorno economico resta ancora disomogeneo. Il 59% afferma che gli investimenti in AI superano il valore attualmente generato, ma il 92% di questo gruppo prevede comunque di aumentare la spesa nei prossimi 12 mesi. Inoltre, il 21% dichiara che la propria organizzazione presenta a consigli di amministrazione, investitori e peer una visione delle performance dell’AI più ottimistica di quanto giustifichino i risultati attuali.

Tra gli altri principali risultati emersi dal 2026 Planning Intelligence Report di Board:

  • Gli LLM rappresentano una fonte sempre più rilevante di input strategici: il 61% dei dirigenti indica i large language model (LLM), tra cui ChatGPT, Claude, Gemini e Copilot, tra le fonti esterne che influenzano maggiormente le decisioni strategiche. Gli LLM sono stati l’opzione più citata, davanti a peer di settore e network professionali (42%), vendor tecnologici (37%), consulenti esterni (28%) e Gartner (14%).
  • L’AI esercita un’influenza crescente sulle decisioni dei dirigenti, mentre la governance formale fatica ancora a tenere il passo: il 31% degli executive segue una raccomandazione dell’AI anche quando è in contrasto con il proprio giudizio. La percentuale sale al 48% tra i CFO, rispetto al 33% dei CIO e all’11% dei COO. Il 39% dichiara di disporre di processi formali di governance ed escalation per le decisioni guidate dall’AI. Entro la fine del 2028, il 36% prevede che l’AI guiderà la maggior parte delle decisioni di pianificazione aziendale.
  • I CFO registrano il livello più elevato di fiducia interfunzionale nelle decisioni prese sotto pressione: il 60% afferma di fidarsi pienamente delle altre due funzioni quando si tratta di prendere decisioni ben informate in contesti di forte pressione, rispetto al 52% dei CIO e al 36% dei COO.
  • L’adozione dell’AI agentica e il relativo ROI variano sensibilmente tra i vertici aziendali: il 66% dei CIO e il 60% dei CFO dichiara di utilizzarla attivamente in processi di business reali, rispetto al 38% dei COO.

“Investire in più AI non basta a risolvere il problema alla base della pianificazione”, ha dichiarato David Marmer, Chief Product Officer di Board. “Le aziende devono collegare l’AI alle decisioni che intendono migliorare, alle assunzioni su cui si basano e alle persone responsabili di tradurle in azione. Devono inoltre comprendere quale impatto una raccomandazione può avere su finance, operations e supply chain.”

Per leggere il 2026 Planning Intelligence Report completo, visita www.board.com/resources/the-2026-planning-intelligence-report.

Chi è Board

Board è la più affidabile Agentic Planning Platform, che combina contesto di business, Continuous Planning e AI enterprise efficiente per consentire decisioni più sicure, allineate e rapide. Progettata per integrarsi con le strategie aziendali relative a dati e AI, Board riunisce in un’unica piattaforma governata dati enterprise e segnali esterni, modelli di pianificazione, logiche di business, competenze di dominio e contesto decisionale. Il Continuous Planning rileva i cambiamenti, modella scenari e trade-off, allinea i piani finanziari e operativi e trasforma le decisioni in azione. Con la Governed Agentic Intelligence, l’AI agentica comprende il modo in cui l’azienda prende decisioni, ragiona in modo efficace, raccomanda cambiamenti e supporta l’azione con supervisione umana e responsabilità.

Marchi globali all’avanguardia come H&M, BASF, Burberry, Toyota, Coca-Cola, HSBC e migliaia di altre aziende nel mondo scelgono Board per prendere decisioni trasparenti, responsabili e orientate a migliorare le performance di business.

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